Le mille parole di mamma e papà QUALITÀ ANZICHÈ QUANTITÀ DI PAROLE

Daniela Squassina • 17 giugno 2025

Quante volte, da genitori, vi capita di parlare, spiegare, ripetere … e avere la sensazione che la bambina o il bambino non vi ascolti?


“Te l’ho detto mille volte!”

“Quante volte devo ripetertelo che non si fa?”

Succede a tutti! La verità è che ci ritroviamo a parlare tanto, tantissimo… e a comunicare poco.

I nostri figli non sono sordi, né testardi per natura; spesso sono semplicemente sommersi da troppe parole.


Il punto fondamentale di partenza in questa dinamica è rendersi conto che non è la quantità di parole a fare la differenza, ma la qualità.

Se a questo ci aggiungiamo che, tendenzialmente, dopo la terza ripetizione, si inizia ad agitarsi ed alzare la voce… il gioco è fatto!


Spesso bastano poche parole dette con il tono giusto, nel momento giusto, con una presenza reale a rendere più efficace la comunicazione tra genitore e figli.


Per esempio, quando li vediamo camminare in una zona che ci sembra presentare rischi di caduta, anziché dire “Stai attendo a non cadere” proviamo a dire “presta attenzione a stare in equilibrio”.


Allo “stai attento a non cadere” vi suggerirei, inoltre, di non aggiungere  frasi del tipo “se cadi poi ti devo portare in ospedale”, “se cadi da lì ti rompi qualcosa di sicuro” o anche “vedi, sei caduto. Te l’avevo detto!”


La frase “presta attenzione a stare in equilibrio” non è un comando, ma un invito alla consapevolezza; aiuta il bambino in modo rispettoso ed incoraggiante a sviluppare autonomia e ascolto del proprio corpo, senza sentirsi sotto pressione.


Bambine a bambini comprendono e rispondono molto più facilmente a messaggi chiari, coerenti e sentiti,  piuttosto che a lunghe spiegazioni che rischiano di diventare semplicemente un rumore di sottofondo. 


Riuscire a fermare il fiume di parole che spesso caratterizza il nostro modo di comunicare tra adulti e bambini, eliminando in primis tutte quelle frasi che hanno come caratteristica la negazione “non fare…, non dire…", e trovare il modo di dire meno, ma meglio, farà la differenza e renderà la comunicazione pìù efficace.




Per maggiori informazioni o per fissare il nostro primo incontro potete contattarmi qui:

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Vi parlo del primo incontro perchè la prima volta che voi genitori venite in studio è un momento molto particolare, carico di emozioni, timori e paure. Siete mamme e papà, mamme e papà single, a volte anche nonni. Lo studio è uno spazio prezioso in cui ci si conosce, si racconta la propria famiglia e si iniziano a mettere a fuoco i bisogni. Quando vi rivolgete a me portate con voi una domanda, un dubbio, talvolta una preoccupazione più grande. Non è raro che arriviate con un senso d’urgenza: “Non ascolta mai” “Fa capricci per tutto” “Dice solo no”.